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Ristrutturazione di alcune infrastrutture realizzate dalla CEU

Breve riassunto del progetto

La CEU è presente da quasi quarant’anni in Casamance, dove ha promosso progetti in ambito sanitario, scolastico e agricolo mediante la costruzione di dispensari, maternità, scuole elementari e dell’infanzia e l’allestimento di perimetri agricoli per la produzione ortofrutticola, affidati in gestione a gruppi di donne. La CEU ha pure finanziato e organizzato corsi di formazione in ambito agricolo e sanitario.

Più recentemente il programma d’intervento della nostra ONG ha abbracciato un altro importante settore: quello dell’acqua potabile. Questo progetto, iniziato nel 2012, è giunto recentemente al termine della sua terza fase. Ad oggi un pozzo di 150 metri di profondità dotato di una pompa ad immersione alimentata ad energia solare e tradizionale alimenta un serbatoio sospeso con una capienza di 100 mc.
Tutte queste infrastrutture sono state realizzate in accordo con le autorità statali (con le quali la CEU ha sottoscritto un accordo di collaborazione), regionali e comunali e sono gestite in prima persona dalle popolazioni locali. Anche la manutenzione degli impianti e degli edifici è affidata ai comitati di gestione di villaggio, i quali, però, non sono in grado di far fronte con successo ai danni provocati dal normale deperimento dei materiali a causa delle precarie condizioni economiche in cui vivono. Da parte loro, le stesse autorità statali e regionali faticano a destinare risorse economiche per il mantenimento di scuole e centri di salute.

La CEU si fa quindi carico periodicamente di visitare le infrastrutture che ha contribuito a realizzare nel corso degli anni, cercando di assicurarne la manutenzione. Il progetto che qui presentiamo si inserisce in questa logica e persegue l’obiettivo di intervenire con opere di miglioria urgenti su quattro strutture: tre dispensari-maternità e un perimetro agricolo per la produzione ortofrutticola.

Il progetto prevede interventi di manutenzione e di miglioria delle quattro strutture seguenti, realizzate dalla CEU alcuni anni fa:

• Rifacimento della recinzione del perimetro agricolo di Mampalago (realizzato nel 2010);
• Ristrutturazione del dispensario-maternità di Mampalago (costruito nel 2004);
• Interventi di miglioria al dispensario-maternità di Bourek (costruito nel 1992);
• Rinnovamento del sistema d’illuminazione solare del dispensario di Ouniok (costruito nel 2008).

Costo totale del progetto (CHF): 40’050.-

1) CONTESTO GENERALE E SPECIFICO

Il sistema sanitario senegalese, così come i sistemi sanitari di altri Stati africani, conosce enormi difficoltà nel fronteggiare le emergenze cui sono confrontate le popolazioni rurali. Sono naturalmente le fasce di popolazione più povere, quelle che vivono in aree rurali come la regione della Casamance nella quale opera la CEU, quelle più esposte al rischio di contrarre malattie a causa della precarietà delle infrastrutture sanitarie di base. Una situazione descritta in maniera eloquente nel Plan de Développement sanitaire pubblicato dal Ministero della Sanità e della Prevenzione della Repubblica del Senegal:“Malgré les efforts fournis pour l’amélioration de l’accès, il existe toujours des barrières quant à l’accès des pauvres aux services de santé. […] Il en résulte la persistance de comportements défavorables à la santé. En témoignent le choléra devenu endémique, la vaccination qui tarde à devenir un réflexe chez les populations, le faible taux de prévalence contraceptive, le retard noté dans la première consultation prénatale, la fréquence des accouchements à domicile, la négligence des consultations postnatales, la faible proportion des enfants bénéficiant de la surveillance de la croissance, l’accroissement des maladies cardiovasculaires, du diabète, etc […] Les populations rurales accèdent difficilement aux services de santé surtout les services spécialisés car dans ce domaine, les structures de référence sont implantées à Dakar et au niveau des capitales régionales. […] La mise à disposition d’une offre de soins minimale par région et la répartition spatiale judicieuse des moyens de diagnostic et de traitement garantiront plus d’équité dans la prise en charge”.

Dagli inizi degli anni Ottanta, quando la CEU mosse i suoi primi passi nell’ambito della cooperazione allo sviluppo con la costruzione di un dispensario-maternità nel villaggio di Koubanao, la nostra ONG ha sempre ritenuto prioritario mettere in atto interventi puntuali atti a garantire che le poche e modeste infrastrutture mediche di villaggio possano offrire cure di base e assistenza al parto in maniera efficiente. È dunque in un contesto specifico difficile che la CEU si trova ad operare: zone rurali nelle quali i progetti appoggiati dalla nostra ONG nascono sempre da concrete richieste provenienti da organismi di base locali, costituiti nella maggior parte dei casi da gruppi di donne.

Le infrastrutture, sono gestite in prima persona dalle popolazioni locali. Anche la manutenzione degli impianti e degli edifici è affidata ai comitati di gestione di villaggio, i quali, però, non sono in grado di far fronte con successo ai danni provocati dal normale deperimento dei materiali e dell’usura a causa delle precarie condizioni economiche in cui vivono. Da parte loro, le stesse autorità statali e regionali faticano a destinare risorse economiche per il mantenimento di scuole e centri di salute.

2) BENEFICIARI

Beneficiari diretti: abitanti dei tre villaggi coinvolti (2’576):
Bourek: 1152 (598 donne, 554 uomini)
Mampalago: 1137 (580 donne e 557 uomini)
Ouniok: 287 : ( 176 donne e 111 uomini)

Beneficiari indiretti:
ai beneficiari diretti bisogna aggiungere gli abitanti delle comunità confinanti con Bourek, Mampalago e Ouniok, che fanno capo ai dispensari e alle maternità dei tre villaggi per le cure di base e per i parti (Balakine Nord,Faregnabe, Kamagoulene, in totale circa ca 3’130 abitanti, di cui circa il 50% donne). Bisogna però pensare che alle maternità dispensari potrebbe far capo anche altri villaggi della regione di Regione di Ziguinchor (437’986 abitanti con circa il 50% di donne e una densità di 60 abitanti /m2 per una superficie di 73’980 km2). Si potrebbe quindi stimare a circa 7’000 i beneficiari indiretti.

3) PARTNER LOCALI
Per la coordinazione/gestione delle attività previste GIE YULEY (l’équipe senegalese che da anni ci supporta nella realizzazione dei progetti), HLM Boudody 109, Ziguinchor.
La popolazione dei villaggi, tramite i vari comitati di gestione dove sono ubicate le strutture contribuiranno con la fornitura dei materiali che verranno utilizzato per i lavori (sabbia, acqua) e al vitto ed alloggio per gli operai. Saranno anche di supporto per semplici lavori.
Il loro contributo in natura è stato stimato ed è stato integrato nel budget..
Le attività previste sono dettagliate nelle schede allegate al presente documento.

4) OBIETTIVI GENERALE E OBIETTIVI SPECIFICI
Le condizioni di salute e la speranza di vita della popolazione delle comunità che beneficiano dei servizi delle 3 strutture sanitarie rurali continuano a migliorare.

Le strutture a disposizione, in particolare alle donne (per parti e cure pediatriche) sono in buono stato, funzionali e la durata dell’edificio grazie a una buona manutenzione, viene allungata, garantendo la qualità dei servizi alla popolazione.
Le donne si trovano in un ambiente sicuro e adatto alle cure prestate.

Perimetro agricolo: variare l’alimentazione, creare un piccolo introito economico a sostegno delle famiglie, aiutando a contenere l’esodo rurale.

5) ATTIVITÀ

5.1. Perimetro agricolo di Mampalago: rifacimento della recinzione in metallo

Mampalago è un villaggio situato a una cinquantina di chilometri a nord di Ziguinchor, capoluogo della Casamance, a ridosso della frontiera con il Gambia. Conta circa 3’000 abitanti.
In questa località rurale è attivo da molti anni un gruppo di un centinaio di donne associatesi in un Groupement d’Intérêt Economique (GIE). Questa struttura giuridica, molto diffusa in Senegal, consente a gruppi d’interesse comunitari di realizzare progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni.
Nel 2010 la CEU ha accolto la loro richiesta di collaborazione per la realizzazione di una serie di infrastrutture destinate a equipaggiare un terreno agricolo comunitario destinato alla produzione ortofrutticola. La nostra ONG ha finanziato la costruzione e la posa di una pompa solare, la recinzione metallica del perimetro, la costruzione di bacini di raccolta e canali di distribuzione dell’acqua. La CEU ha pure assicurato l’assistenza e la formazione agricola alle donne del GIE che gestiscono e lavorano nel perimetro.

Nel corso di questi anni l’attività delle donne di Mampalago è proseguita con successo, garantendo al villaggio un miglioramento della dieta alimentare (sono infatti una quindicina i prodotti agricoli coltivati nel perimetro) a beneficio, soprattutto, dei bambini, le fasce più fragili della popolazione. La produzione agricola consente anche di assicurare risorse finanziarie alle famiglie, grazie alla vendita di una parte dei raccolti i cui proventi sono ripartiti equamente fra le componenti del GIE. A queste ricadute positive occorre aggiungerne un’ altra: iniziative comunitarie come questa contribuiscono a limitare l’esodo rurale, un fenomeno che colpisce in misura sempre più preoccupante le regioni periferiche della Casamance.

I nostri collaboratori locali hanno visitato recentemente il villaggio di Mampalago e ci hanno segnalato lo stato assai precario della recinzione del terreno agricolo. Nelle zone rurali della Casamance le attività agricole convivono con l’allevamento di animali (mucche, capre e maiali), che sono lasciati liberi di pascolare nei dintorni dei villaggi. Gli animali cercano di penetrare all’interno del perimetro, danneggiando la recinzione e sottraendo parte del raccolto. Una situazione particolarmente grave a Mampalago, dove, nonostante la buona volontà delle donne del villaggio, la situazione rimane irrisolta. I mezzi a disposizione del GIE non sono infatti sufficienti per far fronte in maniera radicale alla risoluzione del problema. La CEU ha così deciso di aderire alla richiesta di finanziare le opere di rifacimento della recinzione in metallo, che ha una lunghezza complessiva di circa 600 metri lineari.

Stato attuale della recinzione del perimetro agricolo di Mampalago, fortemente danneggiata in più punti e rattoppata qua e là con l’inserimento di pali in legno e arbusti.

5.2. La Ristrutturazione del dispensario-maternità di Mampalago

Il dispensario-maternità di Mampalago è stato costruito dalla CEU tra il 2004 e il 2005 ed è costituito da due edifici distinti, il dispensario e la maternità, separati da un ampio cortile.

Nel corso dei suoi 15 anni di esistenza la struttura non è mai stata oggetto di interventi di miglioria. Ora, però, si rendono necessari importanti lavori di ristrutturazione. In effetti, a causa dell’alto tasso di umidità che si raggiunge durante la stagione delle piogge, il tetto ha subìto dei danni importanti che rendono indispensabile il suo rifacimento. Occorre inoltre intervenire all’interno dei locali dell’edificio, anche per renderne più agevole la manutenzione e facilitare la pulizia dei locali. A questo scopo è prevista la posa di piastrelle e la riverniciatura delle pareti.

Stato in cui versa attualmente il dispensario-maternità di Mampalago. Si noti, in particolare la curvatura delle travi del tetto, che dovranno essere sostituite.

5.3. Interventi di miglioria al dispensario-maternità di Bourek

Se si esclude il dispensario-maternità di Koubanao, il primo in assoluto realizzato dalla CEU in Senegal nel lontano 1984, quella di Bourek è la più vecchia struttura sanitaria costruita dalla CEU in Casamance. Bourek è un villaggio immerso nella foresta delle Kalounayes, situato a pochi chilometri di distanza da Ziguinchor, capoluogo della Casamance, ma di difficile accesso.L’edificio è stato costruito dalla nostra ONG tra il 1992 e il 1993 con il concorso della popolazione del villaggio, che partecipò attivamente alla sua realizzazione. Si tratta di un manufatto di 200 m2 costituito di mattoni d’argilla e cemento, in cui trovano spazio un piccolo dispensario (con locali per le cure e il trattamento, un deposito, la farmacia e una camera per l’addetto ai turni di sorveglianza) e una maternità (che comprende una sala parto, una camera per degenti e un locale per il personale.

In questi 25 anni gli infermieri statali che si sono succeduti nella gestione della struttura e soprattutto il Comité de gestion del villaggio hanno riservato all’edificio una cura e una manutenzione accurate, che hanno consentito allo stabile di reggere degnamente all’usura. Nonostante piccoli interventi di miglioria assicurati dalla popolazione del villaggio, oggi si rendono necessari interventi più puntuali che interessano le pareti, su cui sono apparse crepe piuttosto profonde, e i pavimenti, che, per ragioni igieniche, intendiamo ricoprire di piastrelle.

Ecco alcune immagini del dispensario-maternità di Bourek:

5.4. Rinnovamento del sistema d’illuminazione solare del dispensario di Ouniok e posa di una pompa solare annessa al pozzo

Il dispensario di Ouniok (“case de santé”) è stato costruito dalla CEU nel 2008. Anche quel progetto era stato promosso partendo dalle esigenze comprovate del villaggio e da una specifica richiesta che ci era stata avanzata dal locale Comité de santé. La popolazione aveva contribuito in maniera esemplare alla realizzazione della struttura prendendo parte attiva ai lavori di costruzione. Da notare che, per ragioni di sicurezza (la regione a ridosso del Gambia è stata per molti anni teatro di scontri armati fra l’esercito senegalese e gruppi armati indipendentisti), i lavori avevano subìto un’interruzione durata un paio d’anni.

La struttura è tuttora in ottime condizioni; si registrano tuttavia problemi all’impianto solare d’illuminazione. L’infermiera che gestisce il centro è costretta a prestare le cure infermieristiche con l’ausilio di una torcia elettrica o alla luce di candele. Oltre a dotare la struttura di luce elettrica, il nuovo impianto solare consentirà di dotare il dispensario di un frigorifero necessario alla conservazione dei medicamenti. Si intende inoltre dotare il pozzo presente nel cortile dell’edificio (della profondità di 20-23 metri) di una pompa a immersione per facilitare l’approvvigionamento di acqua potabile.

6) CALENDARIO
A dipendenza dei finanziamenti disponibili (e delle condizioni climatico-metereologiche) si valuterà la pianificazione in dettaglio, coordinandosi con i comitati dei villaggi/popolazione e i responsabili delle varie strutture oggetto dei risanamenti/lavori di manutenzione.

7) SOSTENIBILITÀ DEL PROGETTO

Per tutti i suoi progetti, la CEU fa ricorso ad artigiani locali, in grado di garantire in ogni momento interventi di manutenzione e di riparazione. In questo modo viene favorito il lavoro indigeno.
Parallelamente, le popolazioni sono coinvolte in un approccio partecipativo, che prevede la responsabilizzazione delle comunità locali nella gestione delle strutture. Da parte sua, la CEU, attraverso i suoi collaboratori, garantisce un costante monitoraggio e, all’occorrenza, una formazione adeguata a chi, a livello di villaggio o di quartiere, è chiamato a prestare la sua opera di sorveglianza e di manutenzione.
Le strutture che sono oggetto delle misure di risanamento sono strutture utilizzate regolarmente dalla popolazione e per cui il personale che ci lavora ha un’attenzione particolare.